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Custodire la memoria per preservare il futuro – Archivio di Stato di Genova

Presso il complesso monumentale di Sant’Ignazio in Carignano, prestigiosa sede dell’Archivio di Stato di Genova, si è svolta l’attività formativa dedicata alla disinfestazione anossica tramite il Sistema VELOXY®, tecnologia impiegata per la conservazione dei beni culturali attraverso trattamenti in assenza di ossigeno. Una tecnica di primaria importanza per salvaguardare il ricco patrimonio documentario custodito dall’Archivio: filze, registri, pergamene, mappe e carte medioevali e moderne, nonché fondi contemporanei.
Entrata dell'Archivio di Stato di Genova - © Archivio di Stato di Genova
Un patrimonio documentario unico al mondo

L’Archivio di Stato di Genova conserva i complessi documentari più significativi per la storia del Comune e della Repubblica genovese: dai fondi pergamenacei monastici alle serie governative, che includono i trattati e gli accordi stipulati dall’XI al XVIII secolo, a testimonianza dell’espansione politica e commerciale della città, e i suoi rapporti con le grandi potenze del Mediterraneo e dell’Europa, e l’archivio della Casa di San Giorgio.

Il Fondo Notarile

Di estremo rilievo il fondo notarile, il più importante al mondo per ampiezza e continuità, che, con i suoi cartulari e filze datati a partire dal 1154, copre il XII secolo, il XIII secolo con più di 150 cartulari, il XIV secolo con circa 450 unità e il XV secolo con oltre 1000 filze, offrendo un’immagine dettagliata della vita istituzionale, sociale ed economica di Genova, dei suoi possedimenti in Oltremare e delle attività commerciali dell’intero bacino mediterraneo.

Dettaglio di alcuni faldoni costituenti il fondo notarile — © Archivio di Stato di Genova
Collaborazione per la salvaguardia del patrimonio culturale
Durante la giornata di formazione, i professionisti dell’Archivio hanno approfondito, insieme alla RGI Biosteryl Tech, l’impiego del Sistema VELOXY® e i vantaggi del trattamento anossico per la tutela dei materiali archivistici. L’atmosfera modificata a base di azoto garantisce l’assenza di ossigeno permettendo di eliminare gli infestanti in modo naturale, sicuro e non invasivo, preservando sia l’integrità dei documenti che la sicurezza degli operatori.
Una giornata ricca di spunti e confronti costruttivi, resa possibile dalla collaborazione e dallo scambio di competenze tra professionisti e istituzioni impegnati attivamente nella salvaguardia del patrimonio culturale.
Al link seguente la notizia pubblicata sul sito web della
Direzione Generale Archivi.
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